Mangiare a scuola: idee e proposte per la qualità nelle mense scolastiche

Decalogo elaborato in occasione dell'Incontro Nazionale

L'appetito bambino/a vien mangiando bene

promosso dalla Consulta nazionale e pratese "Gianni Rodari", tenutosi a

Prato il 10 maggio 2004

nel corso del quale si è costituito un centro permanente della Consulta nazionale "Gianni Rodari", che si occupa di tematiche relative al rapporto tra i giovani e l'alimentazione.


La scuola ha una funzione insostituibile di socializzazione anche alimentare.
Sempre più la mensa scolastica è un'occasione unica che i bambini e le ragazze hanno nell'arco della giornata per mangiare insieme agli altri.
La consumazione dei pasti a scuola può essere una opportunità educativa importante per conoscere e apprezzare gli aspetti sensoriali e culturali legati all'alimentazione, per favorire l'interazione fra i bambini/e, anche provenienti da paesi diversi, per promuovere il piacere e la convivialità.
Le indicazioni per i piani di Studio Personalizzati nella Scuola Primaria, contenuti nella legge n. 53 del 28 marzo 2003 'segnalano' l'educazione alimentare nel quadro dell'educazione alla convivenza civile, con un approccio assai limitato e legato ancora fortemente ad una dimensione nutrizionistica ed igienistica.
Occorre, pertanto, un forte impegno di più soggetti, studenti, famiglie, istituzioni, associazioni, esperti, per migliorare, con idee e azioni la qualità della ristorazione scolastica come uno dei punti centrali di un programma di educazione alimentare e del gusto nelle scuole.

Le nostre proposte per la qualità nelle mense scolastiche sono:

Il diritto al gusto.

Le caratteristiche organolettiche percepibili con gli organi di senso rivestono un ruolo primario nel momento della scelta e del consumo del cibo. È quindi importante prestare attenzione ai percorsi di educazione sensoriale e al rispetto dell'evoluzione del gusto, al piacere come scoperta e conoscenza.

La convivialità.
Mangiare a tavola significa mettersi in relazione con altre persone raccolte attorno ad uno stesso centro, costituito dal cibo. Si tratta di un approccio diverso e assai più complesso di quello richiesto per dare al corpo la quantità di sostanze nutrienti di cui esso ha bisogno.

Le differenze a tavola.
In classi che vedono una presenza crescente di bambini e ragazze provenienti da paesi diversi diviene importante ed opportuno la conoscenza delle molteplici culture alimentari come una risorsa e non comeun problema; questa attenzione e sensibilità per le differenze vale anche per le esigenze legate ad alcune patologie, alle intolleranze e alle diverse abilità.

La qualità degli alimenti
Mangiare meno, mangiare meglio è qualcosa di più di uno slogan. Per troppo tempo si è prestata grande attenzione al basso costo dei prodotti a cui inevitabilmente corrisponde una scarsa qualità. La presenza di prodotti tradizionali, tipici, biologici nei menù corrisponde ad esigenze di salute, ed anche culturali in quanto consente ai più giovani di conoscere il patrimonio alimentare e gastronomico dei vari territori, e di comparare le caratteristiche organolettiche degli alimenti per una scelta sempre più autonoma e consapevole. È importante attivare esperenze di laboratori e orti didattici al fine di sviluppare fra i giovani le conoscenze, le pratiche di coltivazione, di trasformazione e consumo dei prodotti e la trasmissione dei saperi fra le generazioni.

Gli spazi.
Occorre andare ad un superamento dell' "ambiente mensa" come luogo di somministrazione e consumo dei pasti, rumoroso e inospitale. La concezione di questi spazi deve essere coerente con le considerazioni espresse sul valore formativo del pasto.

I tempi.
Il tempo per la ristorazione scolastica va dilatato rispetto alla situazione attuale. Il tempo ristretto e la velocità non consentono un rapporto piacevole e consapevole con il cibo. La proposta è quella di avere perlomeno un'ora a disposizione per mangiare a tavola.

Il servizio.
La cura della tavola, la presentazione dei piatti, sono aspetti importanti per il gradimento dei pasti.

La partecipazione. Vanno previste forme di verifica, di partecipazione e di proposta da parte dei giovani consumatori sulle scelte relative alla ristorazione scolastica, prevedendo, fra l'altro, la presenza degli studenti nelle commissioni per le mense.


Una legislazione di sostegno.

Con la legge n. 488 del 23/12/1999, all'articolo 59, comma 4 si stabilisce che al fine di garantire la promozione della produzione agricola biologica di qualità, le istituzioni che gestiscono mense scolastiche ed ospedaliere: - prevedano nelle diete giornaliere l'utilizzazione di prodotti biologici, tipici e tradizionali, nonché di quelli a denominazione protetta, tenendo conto delle linee guida e delle raccomandazioni dell' Istituto Nazionale di Nutrizione; - aggiudichino gli appalti pubblici di servizi di ristorazione esclusivamente in base al criterio che privilegia l'offerta economicamente più vantaggiosa…….., attribuendo valore preminente all'elemento relativo alla qualità dei prodotti agricoli offerti.
Con questa legge e con quelle adottate dalle Regioni si creano nuove condizioni per migliorare la qualità della ristorazione collettiva.
Compito di tutti noi è di promuoverne l'attuazione e di lavorare ad una legge quadro che raccolga le molteplici normative legate alla qualità degli alimenti, alla tutela dei diritti dei bambini, in quanto consumatori e cittadini, compreso il diritto alla salute e al gusto.