Roma, 15 aprile 2004

LAVORO MINORILE: IL GOVERNO NON FA NULLA
E SI ARRABBIA CON GLI ALTRI


E' francamente incomprensibile la reazione del governo all'indagine dell'Ires sul lavoro minorile. Il lavoro della CGIL è iniziato da molto tempo e anche questa ultima ricerca non è che un ulteriore arrichimento. L'irritazione del ministro Maroni è sulle cifre fornite dall'Istituto di ricerca della CGIL o è il portato della sua coda di paglia per non avere fatto nulla per contrastare il fenomeno?
Il lavoro minorile ha molte facce e molte cause. Ciò che non può essere in nessun caso fatto di sottovalutarlo. Il Governo lo ha fatto. La Carta di Impegni del 1998 è stata totalmente disattesa. Ma, soprattutto, è il modello sociale cui fa riferimento il governo che impedisce di alleggerire il peso dell'eredità sociale sul dispiegamento delle potenzialità dei bambini e delle bambine, della ragazze e dei ragazzi.

Il ripiegamento economico del paese è anche questo. La Consulta Ds infanzia e adolescenza Gianni Rodari, insieme ai dipartimenti Lavoro, Mezzogiorno, Sapere, Formazione e Cultura, hanno organizzato per il 28 aprile un seminario dal titolo "più formazione, meno svantaggio, uguale più opportunità". Innalzare l'obbligo scolastico, far si che i contratti di lavoro fino ai 18 anni abbiano carattere soprattutto formativo e l'istituzione di un osservatorio permanente sul lavoro minorile sono alcune delle proposte che verranno avanzate.

Responsabile Ds infanzia e adolescenza

ANNA SERAFINI