Candidati alle elezioni amministrative del 2004 che hanno aderito al seguente manifesto
________ELENCO________

 

Città per i bambini e gli adolescenti: 10 proposte per le amministrative 2004

LA CITTA’ CHE VOGLIAMO…

…CI ASCOLTA

Bambine/i e adolescenti sono parte integrante della cittadinanza attiva. Chiediamo che questo sia colto con slancio ed innovazione da chi ha responsabilità amministrative e di governo. Ciò significa in primo luogo impegnarsi per rendere chiare e trasparenti le scelte che li riguardano, in ogni ambito di vita che li coinvolga, che coinvolga le loro famiglie, compreso lo stesso sistema scolastico e formativo.

La partecipazione attiva nasce dalla conoscenza della realtà che ci circonda e dei meccanismi che portano a definire le scelte: la partecipazione dei più piccoli, non formale o strumentale, comporta una disponibilità del mondo adulto a tempi di decisione concordati, pause di riflessione più accoglienti, coinvolgimento ampio di diversi soggetti quali la scuola, le famiglie e, ovviamente, le istituzioni stesse.

La partecipazione non deve essere fine a se stessa, ma deve far sì che chi partecipa possa incidere nelle scelte, nella trasformazione della propria città, del proprio quartiere, della propria scuola. E’ un esercizio d’ascolto e di mediazione tra istanze diverse, anche passando attraverso piccoli e grandi conflitti, che fa bene ai piccoli, ai grandi e a chi governa: la democrazia ci guadagna e la comunità cresce più forte e coesa, perché le persone crescono consapevoli di aver contribuito a costruire qualcosa assieme.
La costruzione di comunità passa inevitabilmente attraverso questo processo.

Una città che ci ascolta presuppone un modello democratico che non si basa esclusivamente sulla delega data una tantum con il voto (che peraltro bambini/e e adolescenti non possono esercitare); piuttosto fa riferimento ad un modello di sussidiarietà dove le decisioni vengono delegate sempre al livello istituzionale più vicino alla vita delle persone: ciò implica il coinvolgimento dei diversi soggetti con tempi e procedure in grado di attivare seri e credibili meccanismi di ascolto “attivo”. La partecipazione dei cittadini, grandi e piccoli, non implica ritardi o rinvii, se attivata con le forme ed i metodi più idonei. Spesso i ritardi sono piuttosto determinati da decisioni prese lontano da sedi partecipate. Attivare forme di partecipazione reale richiede, però, una macchina amministrativa, ed in primis i suoi amministratori, disponibili all’apertura, al cambiamento, dotati di adeguata professionalità nel campo della negoziazione e della mediazione dei conflitti.

Questa città ascolta anche i molti colori e le molte sfumature delle persone che vengono da culture diverse, le cose che ciascuno ha da imparare, da insegnare, da scoprire e da capire, le occasioni interculturali, il nostro futuro multietnico.

…CI FA CRESCERE

Oggi sono pochi i bambini, le bambine, le/gli adolescenti che possono vivere l’avventura di esplorare e conoscere la propria città (il proprio mondo) da soli. L’ansia dei tanti pericoli, i rischi derivanti da un traffico incontrollato, strade costruite solo per le auto e molte altre barriere fisiche e mentali impediscono ai più piccoli di crescere fuori delle mura di casa. Questo vale soprattutto nei centri urbani.
La città inaccessibile diventa allora barriera alla conquista quotidiana di autonomia nei percorsi di crescita di bambini/e e ragazzi/e.

Ri-appropriarsi degli spazi urbani, del poter vagabondare, di poter compiere da soli i percorsi tra la casa e la scuola ed i vari luoghi d’aggregazione, di frequentare in autonomia quei luoghi informali di comunità che sono le strade, le piazze ed i giardini, rappresenta una conquista per i più piccoli, ma fa respirare a tutte le generazioni una nuova aria di libertà e di solidarietà nelle nostre città.
Il crescere e il vivere il proprio presente con gli altri, in un ambiente che renda possibili e faciliti scambi, gioco, confronto, fatica, riposo dalla fatica, interesse. Dove ci siano adulti che si occupano dei bambini di più, “normalmente”, e che se ne “preoccupano” un po’ meno quando ci sono le emergenze; trattandoli non più come un problema da risolvere ma come cittadini, figli, nipoti.

Perché ciò avvenga devono essere individuate strategie di conciliazione di interessi diversi, spesso in sé legittimi, per dar vita a percorsi condivisi.
Una città accogliente e sicura, infatti, non è tale perché pensata da una mente illuminata, ma diventa tale perché vissuta dalle persone, perché frutto di un pensiero collettivo, di un’attenzione di tutte le generazioni a creare e mantenere nel tempo spazi per la socializzazione, percorsi sicuri casa-scuola, una viabilità pensata per chi non usa l’auto, case e palazzi attraversati dagli spazi pubblici.

E’ proprio nel costruire la città che diventa importante anche la competenza dei più piccoli, di chi ha più difficoltà a superare barriere fisiche o sociali. Una città accogliente e sicura è il frutto di una comunità educante, capace di trasformare i problemi in nuove abilità per tutti.

…E’ BELLA E PULITA

La città che vogliamo è colorata e non grigia, profumata e libera dai gas inquinanti, ricca di suoni e non di rumore, ricca anche di silenzi.

E’ innanzitutto una città dove tutte le famiglie hanno una casa in cui vivere - e a misura di bambino/a e ragazzo/a - con luoghi per giocare appositamente pensati, non ritagli di cortile e di strada liberi dalle auto, con giardini e prati dove si può correre, non aiuole fiorite spacciate per parchi. Una città che riconosce a tutti - e ai bambini soprattutto - il diritto al gioco e a questo scopo libera spazio e tempo.
Nella città che vogliamo possiamo crescere sani, liberi dall’inquinamento che ci fa ammalare; si investono soldi per ridurre l’inquinamento acustico e si fanno più piste ciclabili che nuove strade.

La qualità urbana della città che vogliamo è il frutto di politiche serie e di lunga durata: una pianificazione che non contrapponga gli interessi economici e lo sviluppo alla qualità sociale ed ambientale dei luoghi in cui viviamo, il risanamento acustico, piani urbani del traffico che spostino quote significative di mobilità dall’auto ai mezzi pubblici ed alla bicicletta. La pianificazione del territorio ha una grande responsabilità verso le generazioni future: consegnare loro una città in cui sia ancora possibile crescere sani.

GLI STRUMENTI PER COSTRUIRE LE CITTA’ CHE VOGLIAMO

A - Le amministrazioni comunali e provinciali possono fare molto per costruire con bambini e ragazzi le tappe di una città amica. Occorre però che gli amministratori abbiano piena consapevolezza di quanto debba cambiare l’organizzazione degli strumenti di governo. Innanzitutto la politica deve dare forte priorità all’infanzia e all’adolescenza, segnando anche con progetti trasversali le giunte; in secondo luogo deve modificarsi il metodo di lavoro della macchina comunale, che deve essere capace di integrare competenze tecniche e sociali, mondo della scuola nei progetti dell’amministrazione.

B - La scuola è il luogo dove bambini/e e ragazzi/e trascorrono la maggior parte del loro tempo, dopo la famiglia. Una scuola aperta, dove le discipline scolastiche possano integrarsi con gli strumenti di lettura e di conoscenza della realtà del proprio quartiere, delle propria città, rappresenta una base fondamentale per garantire ai più piccoli un pieno diritto di cittadinanza. Perché ciò avvenga è indispensabile una forte integrazione tra mondo della scuola e territorio; aiutando la scuola a dotarsi di strumenti di lettura del territorio (anche attraverso gli occhi dei bambini), ma anche di conoscenze relative alla progettazione urbana. Non basta "far sognare" i bambini per creare cittadine consapevoli, è indispensabile insegnare loro a trasformare i sogni in idee, le idee in progetti. All'interno della scuola non è facile trovare professionalità di questo tipo, di qui la necessità di collaborazione scuola - Enti Locali.

C - Per costruire una nuova qualità urbana con il contributo di bambini/e e ragazzi/e occorrono soldi: chiediamo alla Comunità Europea di costituire un apposito filone di finanziamento, per garantire che i processi di trasformazione urbana prevedano la partecipazione attiva delle nuove generazioni.

DIECI OBIETTIVI PER LE NUOVE AMMINISTRAZIONI

Il 2004 è un anno elettorale e saranno rinnovate le giunte di migliaia di Comuni e Province. Chiediamo ai candidati a Sindaco ed a Presidente provinciale di garantire, nei loro programmi elettorali e nella loro futura azione di governo, 10 semplici obiettivi, per costruire città amiche dell’infanzia e dell’adolescenza:

  1. Assumere i bambini ed i ragazzi come interlocutori riconoscendo l’importanza della loro partecipazione alle scelte amministrative anche attraverso consigli di bambini/e e ragazzi/e. con previsione di fondi o altre forme permanenti di partecipazione dei bambini e degli adolescenti alla vita della città;
  2. Sia fatto un “patto civico” basato su un rapporto di fiducia e di responsabilità tra adolescenti e giovani e l’Amministrazione Comunale affinché spazi pubblici siano utilizzati direttamente dai ragazzi per incontrarsi, fare musica e teatro;
  3. Un’organizzazione della città che tenga conto anche dei bisogni e dei tempi di vita dei cittadini più giovani, anche attraverso la predisposizione di piani orari adeguati;
  4. L’ amministrazione integri le proprie politiche e le proprie azioni legate all’infanzia ed all’adolescenza attraverso appositi strumenti organizzativi, quali uffici preposti anche alla progettazione partecipata con il coinvolgimento di bambini/e e ragazzi/e. Un primo passo diventa il coordinamento inter-assessorile per le politiche per l’infanzia e l’adolescenza, che veda la presenza anche del privato sociale;
  5. L’amministrazione tenga presente le esigenze dei bambini e dei ragazzi nei diversi ambiti d’intervento: dalla mobilità agli assetti urbani, dall’edilizia ai Piani per la salute.
  6. L’amministrazione s’impegni affinché:
    • almeno nei centri più piccoli, ogni bambino/a possa andare a scuola a piedi o in bicicletta su percorsi sicuri e progettati con loro;
    • le aree circostanti le scuole siano il più possibile a traffico limitato e la loro progettazione sia concordata con i loro principali utilizzatori;
    • ogni bambino/a o ragazzo/a possa utilizzare agevolmente i mezzi pubblici per spostarsi in città;
  7. Ogni quartiere o paese o frazione di una certa rilevanza dovrebbe:
    • essere dotato di tutti i servizi scolastici 0-14 ed avere progetti mirati per questa fascia d’età;
    • essere dotato di servizi extra-scolastici per i bambini ed i ragazzi (biblioteche, spazi gioco, parchi attrezzati, cinema per ragazzi, dopo-scuola, ecc.), pensati come luoghi flessibili e intergenerazionali, progettati con chi li utilizzerà;
    • nei nuovi insediamenti i PRG prevedano gli standard di verde e servizi pubblici inseriti all’interno degli interventi, studiati anche come occasione di qualificazione complessiva a favore dei cittadini di tutte le età, senza possibilità di delocalizzazione o cessione in altre aree urbane;
  8. Favorire il dialogo inter-generazionale ed inter-culturale promuovendo, nei diversi centri di aggregazione anche degli adulti, momenti di dialogo inter-generazionale;
  9. Favorire la conoscenza della storia della propria città e comunità per agevolare un senso di appartenenza e di responsabilità che sviluppi una cittadinanza reale, anche coinvolgendo i bambini ed i ragazzi nella celebrazione delle festività civili (25 aprile, 2 giugno,etc);
  10. Prevedere nelle biblioteche comunali sezioni specializzate per la letteratura infantile.

Tutto ciò presuppone un’attenta formazione e sensibilizzazione degli amministratori e dei tecnici ed un’indiscutibile capacità di dialogo con chi spesso non ha diritto di parola.
Sono molte le esperienze di cui fare tesoro, e che possono affiancare le amministrazioni, produrre formazione (CAMINA, Democrazia in Erba, CNR, Arciragazzi, WWF, ecc.).
Riteniamo che l’impegno della Consulta per l’infanzia e l’adolescenza Gianni Rodari possa allargare il numero delle amministrazioni attive e potrebbe proseguire con la costituzione di un Osservatorio per verificare l’attuazione dei 10 punti proposti e di altre iniziative innovative delle città (Comuni e Province) verso i bambini ed i giovani.

 


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