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Al segretario nazionale del PD, Walter Veltroni Al presidente della Commiss. Statuto, Salvatore Vassallo Al presidente della Commiss. Manifesto valori, Alfredo Reichlin Al presidente della Commiss. Codice Etico, Sergio Mattarella Ai segretari regionali PD Ai coordinatori provinciali PD |
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La Consulta DS
per l'infanzia e l'adolescenza "Gianni
Rodari" è nata nel 2002 dalla necessità
di affermare pienamente in una sede politica i diritti dei bambini e delle
bambine, quali soggetti autonomi portatori di bisogni e domande di futuro,
che la politica ha spesso disatteso.
Fu un'intuizione di grande rilievo, poiché la fase politica di allora e l'ideologia familistica del Governo Berlusconi portarono un attacco in piena regola alle politiche per l'infanzia e l'adolescenza, avviate con le tante leggi approvate nella precedente legislatura, con un taglio pressoché definitivo dei fondi dedicati e cercando di attuare persino la cancellazione del Tribunale dei Minori. Nel corso degli anni è risultato sempre più evidente che quell'investimento sulla cittadinanza dei bambini e degli adolescenti, non solo costituiva un'innovazione giusta e lungimirante, ma che quell'investimento è una delle chiavi per ricalibrare l'intero welfare. Non è possibile, infatti, tener fuori la vita dei bambini e degli adolescenti dal dibattito sulle politiche contro le diseguaglianze e il peso dell'eredità sociale, su produttività e competitività, sulle trasformazioni del mercato del lavoro e delle famiglie. Inoltre l'intervento pubblico deve essere capace di guardare lontanto: alcuni investimenti collettivi hanno un costo immediato, mentre i benefici sono futuri e lontani, distribuiti sull'arco della vita. La costituzione della Consulta come luogo nazionale di incontro e di confronto politico con l'ampio associazionismo impegnato sui diritti dei minori, la sua diffusa presenza nei territori, la sua capacità di attivare enormi risorse professionali e umane, fatte di operatori, amministratori, volontari, reti associative locali, ha permesso di identificare per la prima volta nel nostro Paese un soggetto politico capace di guardare lontano e di indicare impegni e iniziative per promuovere e radicare i diritti dell'infanzia e dell'adolescenza nei Comuni, nelle Province, nelle Regioni e a livello di Parlamento e Governo. Le centinaia di iniziative locali e nazionali della Consulta (con il logo offerto da E. Luzzati), le due Conferenze nazionali sull'infanzia e l'adolescenza, realizzate in cinque intensi anni di lavoro, hanno prodotto 10 proposte per un'Italia più moderna e capace di accogliere i più piccoli, proposte di legge di iniziativa popolare (con le oltre 200.000 firme per la legge per un sistema educativo 0-6 anni), proposte da tradurre in ambito legislativo (come il Garante nazionale per l'infanzia) e indicazioni di lavoro su salute e welfare, che rappresentano oggi un prezioso strumento per il Governo e per il Parlamento. La maggior parte delle elaborazioni e dei documenti del lavoro di questi anni sono stati raccolti in 3 pubblicazioni: "Cari bambini e bambine", "Il soldato con la pistola ad acqua", illustrati dalle vignette di Sergio Staino (ed. l'Unità) e "l'Italia dei bambini e degli adolescenti", (casa ed. Salani), che hanno avuto un'enorme diffusione e hanno rilanciato le idee. Il sito della Consulta, con la ricca documentazione, la newsletter, i Forum tematici, le bacheche regionali, è stato un punto di contatto e di attivazione di reti che ha arricchito e accompagnato la diffusione della consulta sul territorio e ancora oggi tiene vivo il dibattito. La Consulta "Gianni Rodari" è stato quindi un luogo di innovazione politica e organizzativa, per l'apertura e la flessibilità con cui ha saputo lavorare, includendo persone iscritte ai DS, persone non iscritte ed avviando anche un consistente nucleo di adesione e lavoro in vista della costruzione del Partito Democratico. Ne sono testimonianza le tante personalità della cultura, del mondo scientifico ed accademico, delle istituzioni e del sociale, che, a tutti i livelli, ci hanno aiutato in questo lavoro, formando un vero ed interessante laboratorio politico. Questo fattore di apertura è stato elemento assolutamente originale della Consulta Rodari, ai livelli nazionali e territoriali. Oggi il Partito Democratico ha il dovere di ampliare e rendere ancora più forte la pratica di una partecipazione politica aperta, che non si esaurisca con il voto alle primarie, ma che viva di sedi e luoghi in rete, capaci di promuovere impegno politico, formazione degli amministratori locali e di una classe politica al servizio dei diritti delle persone, in primo luogo dei bambini e delle bambine, tenendo conto anche del fatto che non esiste nel panorama politico italiano una così forte esperienza in questo settore così vitale per il nostro paese. Per questo crediamo che il PD non debba disperdere il patrimonio di elaborazione e di organizzazione della Consulta "Gianni Rodari", che è saldamente radicata nei territori, è attivamente presente nello spazio web , ha sedi di sintesi politica regionali e nazionali e pensiamo che, con il nuovo statuto, ne debba prevedere il lavoro anche in futuro, con forme di autonomia adeguate, ma con la possibilità di costruire un rapporto forte di adesione al Partito, che porti il segno di questa innovazione. |
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Anna Serafini
- presidente commissione parlamentare per l'infanzia, presid. Consulta
Rodari RESPONSABILI CONSULTA
ABRUZZO - Andrea Bollini e, inoltre,
Giovanni Bollea, Prof. emerito di neuropsichiatria infantile - Università
La Sapienza Roma La raccolta delle firme prosegue nel sito http://www.consultarodari.org Roma 21 dicembre 2007 |
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